martedì 1 novembre 2011

come difendersi in giudizio gratuitamente

Autoritratto
Molte persone che non hanno sufficienti mezzi di sostentamento, che stentano ad arrivare a fine mese, spesso rinunciano alla difesa dei propri diritti in giudizio, temendo di non potere fare fronte alle spese legali.

Ebbene vi assicuro che esistono moltissimi giovani avvocati, spesso molto più preparati e sicuramente più disponibili dei loro colleghi più “anziani”, che accettano di difendere con il patrocinio a spese dello Stato (possono prestare assistenza con il gratuito patrocinio solo gli avvocati iscritti in speciali albi istituiti presso i Consigli dell'Ordine dei vari tribunali)

Il diritto di difesa e' considerato dal nostro ordinamento giuridico un diritto intangibile, indipendentemente dalla nazionalità dell'interessato o dal reddito conseguito (leggete l’art. 24 della nostra Costituzione).
Per rendere effettivo questo principio, la legge italiana ha istituito il patrocinio a spese dello Stato, che consente alle persone che non hanno risorse finanziarie sufficienti per pagarsi un avvocato, di usufruire ugualmente dell'assistenza legale.

La cosa che è importante comprendere è che detta forma di assistenza in giudizio non ha niente a che vedere con il "difensore di ufficio".
Infatti quest'ultima figura è stata creata per garantire in ogni caso la difesa (nel processo penale) a quegli imputati che non intendono nominare un difensore di fiducia.


Il gratuito patrocinio dà invece la possibilità ai "non abbienti", che è un modo gentile per dire poveri, di difendersi in giudizio.
In sostanza è ben possibile scegliersi un avvocato di propria fiducia e poi fare richiesta successivamente con apposita istanza, di cui parleremo in seguito, di ammissione al gratuito patrocinio.
Se sarete ammessi al gratuito patrocinio, l'onorario e le spese spettanti al vostro legale, e le spese processuali verranno liquidati dal giudice al termine del processo e pagati dallo Stato. 

Questa possibilità è prevista non solo nei processi penali in cui potreste essere coinvolti come parte civile (o purtroppo come imputati) ma anche per le cause civili (es. per opporsi ad ingiunzioni di pagamento, oppure per rivendicare la proprietà o ottenere il pagamento di quanto dovuto ecc.), amministrative (es. ricorso davanti al TAR per impugnare un provvedimento di una pubblica ammistrazione), contabili, tributarie, ed anche per i cosiddetti “affari di volontaria giurisdizione” (es. separazione personale, affidamento dei figli, provvedimenti in materia di potesta' genitoriale), le cause relative alla fase dell'esecuzione (per la vendita forzata di vostri beni mobili e immobili) e molti altri ancora che troverete indicati nella legge (d.p.r. 30.5.2002 n. 115)
La richiesta e' possibile in ogni grado e fase del processo, e per tutte le eventuali procedure ad esso collegate, anche se derivate o accidentali.
E’ importante chiarire poi che possono accedere all'istituto sia i cittadini italiani, che quelli comunitari e quelli provenienti da Paesi extra Ue, questi ultimi con alcune limitazioni.


Requisito fondamentale per l'ammissione è il possesso di un reddito basso. 
La legge prevede che si debba avere un reddito non superiore a € 10,628,16, e si considera il reddito imponibile Irpef risultante dall'ultima dichiarazione dei redditi. Se siete sposati o convivete con altri familiari, il reddito però è costituito dalla somma dei redditi di tutti i componenti della famiglia.
Attenzione poi perché ai fini della determinazione di questi limiti si tiene conto anche dei redditi che per legge sono esenti dall'imposta Irpef o che sono soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d'imposta, o da imposta sostitutiva.

Nelle sole cause penali il limite di reddito aumenta di € 1,032,91 per ognuno dei familiari conviventi, ed è costituito dalla somma dei redditi conseguiti nello stesso periodo da ogni componente della famiglia, compreso il richiedente.
Tuttavia quando oggetto della causa sono diritti della personalità o nei processi in cui gli interessi del richiedente sono in conflitto con quelli degli altri familiari con lui conviventi (es. nelle cause di separazione personale), si considera solo il reddito del richiedente.

Una ultima eccezione è stata prevista per le vittime dei reati di violenza sessuale, atti sessuali con minorenni e violenza sessuale di gruppo (artt. 609-bis, 609-quater e 609-octies del codice penale): il recente decreto legge del 20 febbraio 2009 n. 11 (cd. Decreto Antistupro), ha previsto l'ammissione al gratuito patrocinio indipendentemente dai limiti di reddito, quindi per tutti.

La domanda deve essere redatta in carta semplice, deve essere sottoscritta dall'interessato o autenticata dal difensore, e deve contenere a pena di inammissibilità (cioè verrà considerata NON ricevibile se non presenta questi requisiti):
a) la richiesta di ammissione al patrocinio e l'indicazione del processo cui si riferisce, se naturalmente è già iniziato;
b) le generalità dell'interessato e dei componenti la famiglia anagrafica, unitamente ai rispettivi codici fiscali;
c) un'autocertificazione attestante la sussistenza delle condizioni di reddito previste per l'ammissione, e la specifica determinazione del reddito complessivo valutabile a tali fini;
d) l'impegno a comunicare, fino a che il processo non sia definito, le variazioni rilevanti dei limiti di reddito.

Se a seguito della presentazione dell'istanza viene richiesta ulteriore documentazione per accertare la veridicità di quanto dichiarato, l'interessato la deve produrre a pena di inammissibilità della domanda. Se vi e' impossibilità a presentare questa ulteriore documentazione, questa e' sostituita da un'autocertificazione. 

Naturalmente se avete contattato un avvocato che è iscritto all’albo speciale di cui vi ho parlato, sarà lui a compilare per voi questa domanda, e saprà quello che deve essere indicato. 

Nelle cause in materia civile l'istanza di ammissione al gratuito patrocinio deve esser presentata personalmente, o inviata tramite lettera raccomandata a/r, dall'interessato o dal suo difensore al Consiglio dell'Ordine degli Avvocati del luogo in cui ha sede il magistrato competente per la causa. 

La domanda deve contenere gli elementi in fatto e in diritto utili a valutarne la fondatezza, con la specifica indicazione delle prove di cui si intende chiedere l'ammissione. E’ possibile fare richiesta di ammissione sia quando si intraprenda una azione, sia quando si è costretti a difendersi perché convenuti in giudizio da altri. 

Il Consiglio dell'Ordine decide entro 10 giorni se ammettere o meno l'interessato al gratuito patrocinio, ed in caso positivo trasmette l'atto di accoglimento al giudice competente. 

La domanda viene anche inviata agli uffici finanziari che verificano, anche con collaborazione con la Guardia di Finanza, la veridicità delle dichiarazioni. 

Se il Consiglio dell'Ordine respinge la richiesta o dichiara inammissibile l'istanza, questa può anche essere presentata al giudice competente per il giudizio. 

Il trattamento previsto per il cittadino italiano e' assicurato anche allo straniero, che però deve risultare regolarmente soggiornante sul territorio nazionale al momento del sorgere del rapporto o del fatto oggetto del processo da instaurare. E' ammesso al gratuito patrocinio anche l'apolide, e gli enti o associazioni che non perseguono scopi di lucro e non esercitano attività economica.
La parte ammessa al gratuito patrocinio che all'esito di un processo sia rimasta soccombente, non può usufruirne nuovamente per proporre impugnazione, salvo che per l'azione di risarcimento del danno nel processo penale.
L'ammissione al patrocinio e' esclusa nelle cause per cessione di crediti e ragioni altrui, ad eccezione del caso in cui la cessione appare indubbiamente fatta in pagamento di crediti o ragioni preesistenti. 

Nelle cause tributarie, la domanda deve essere presentata alla Commissione del gratuito patrocinio istituita presso ogni Commissione tributaria.
Nelle cause davanti agli organi di giustizia amministrativa TAR e Consiglio di Stato la domanda deve essere presentata alla Commissione per il patrocinio a spese dello Stato. 

Il giudice entro 10 giorni dalla presentazione dell'istanza deve decidere se ammettere al gratuito patrocinio, verificando, avvalendosi anche della Guardia di Finanza, se sussistono i requisiti dichiarati, tenuto conto del tenore di vita del richiedente, delle condizioni personali e familiari, delle attività economiche eventualmente svolte e delle risultanze del casellario giudiziale. 


Se sarete ammessi, allora il vostro avvocato sarà liquidato dal giudice e pagato dallo Stato, e voi non dovrete spendere alcunché. 

Se volete approfondire l'argomento potete leggere da soli gli articoli della legge di riferimento che il d.p.r. 30.5.2002 n. 115 dall'art. 74 all'art. 145.
Per ulteriori chiarimenti su casi specifici potete scrivere sul forum: 

annabella.abbondante.forumfree.it 

Alla prossima

3 commenti:

  1. per poterti fare alcune domande come faccio che il link al forum non mi viene accettato?
    io sono Luca D'Andrea e mi sono preso una denuncia penale, ridicola, ma per colpa mia, articolo 651.
    ti lascio un mio contatto nel caso volessi sentirmi: luca.dandrea@atzwanger.net

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  2. Buongiorno, avrei bisogno di un consiglio. Come posso contattarla? Grazie anticipatamente.

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  3. Una donna è uscita dal portone di casa sua mentre io arrivavo dalla strada con la mia bici,siamo entrambi caduti,mi ha fatto causa e ha vinto sia in primo e secondo grado pur io avendo testimone a favore elementi dei carabinieri a mio favore,cosa si deve fare quando i giudici danno soggettive sentenze?Come si può lottare contro i pregiudizi?
    saluti Nicola

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